S. Colette di Corbie

 

1381-1447

 

Colette Boëllet (1381-1447) era originaria della Picardia. Nata a Corbie, il 13 gennaio 1381, fu chiamata Nicoletta (familiarmente Colette), in onore di S. Nicola di Bari.

 

Da bambina era affascinata dalla celebrazione liturgica dei monaci benedettini del suo paese, presso i quali il papà lavorava.

 

Verso i diciotto anni rimase orfana e orientatasi verso una vita di consacrazione, compì diversi tentativi presso le beghine, un monastero benedettino e le clarisse di Moncel, presso le quali rimase per poche settimane come conversa.

 

Eremita

 

Ma non riuscendo a trovare ciò che cercava, su consiglio del p. Pinet, francescano osservante, decise rivestita dell’abito del Terz’Ordine di S. Francesco di vivere in un reclusorio presso la chiesa di S. Stefano a Corbie (1402-1406).

 

Insieme alla preghiera, attraverso una piccola finestra, ascoltava e consigliava quanti si rivolgevano a lei. E per cirrca quattro anni la sua vita fu plasmata da una preghiera fortemente ecclesiale che culminò in un’esperienza spirituale in cui si sentì interpellata, dinanzi alla corruzione della vita religiosa, a diventare riformatrice.

 

Riformatrice

 

Superate non poche resistenze anche personali a simile missione, con l’aiuto di p. Enrico di Baume che incontrò sulla sua strada, fu presentata a Nizza a Benedetto XIII il 14 ottobre 1406, durante il grande scisma d'Occidente.

 

Il papa, nella sua autonomia, le conferì l’abito di S. Chiara e il velo, nominandola abbadessa perpetua di tutti i monasteri riformati che fosse riuscita a fondare.

P. Orlando, S. Coletta di Corbie
P. Orlando, S. Coletta di Corbie

Avute le bolle non fu facile attuarle nel difficile contesto della Guerra dei cent'anni in Francia e grazie a innumerevoli viaggi, tra eserciti, epidemie e travagli di ogni genere.

 

Prima i suoi concittadini, stanchi dei suoi cambiamenti, non vollero più riceverla, e dopo essere stata accolta per alcuni anni nel castello del fratello del suo confessore a Baume, le fu messo a disposizione il monastero delle Clarisse di Besançon dove erano rimaste solo due monache.

 

Dal 1412 si moltiplicarono le fondazioni di Auxonne (1412), Poligny (1417), Seurre (1423) e altri quindici monasteri, sponsorizzati da diversi nobili locali da Margherita di Borgogna, duchessa di Baviera ad Amedeo di Savoia. Morì a Gand (1444) il 6 marzo 1447.

 

nel difficile contesto della Guerra dei cent’anni in Francia

Gli accenti spirituali

 

Non è semplice, a distanza di tanti secoli, spiegare correttamente l’afflato riformatore di Colette.

Di sicuro desiderava tornare alla Regola di S. Chiara, rispetto alla Regola di Urbano IV, ma ripensata nel contesto e nelle sensibilità tipiche del proprio difficile tempo.

 

Notevole era la sua insistenza sulla povertà ed eguaglianza tra tutte le sorelle, abbadessa compresa anche nei lavori. E fino al Concilio di Trento si accettavano tutte le sorelle senza alcuna dote, come nei primi decenni della comunità di S. Chiara.

 

Fedele alla sua prima esperienza nell’ascolto dei benedettini, dà maggior rilievo alla celebrazione corale.

 

Ma assai più incisivo che in S. Chiara è il peso delle strutture, dalla clausura irrigidita fino alla scomparsa delle Sorelle esterne che sono trasformate in serve fuori del monastero, all’accentuazione dell’obbedienza e dei minuti dettagli dell’osservanza regolare. Forse si sentiva il bisogno di tali minuziosità.

 

Le Costituzioni di S. Coletta furono poi assunte anche dalle Cappuccine nel 1538.

Sul piano personale, frequente era la sua meditazione sulla Passione. A fra Pietro di Reims scriveva: “Infiammate il vostro cuore della benedetta passione del nostro benedetto Signore!”.

 

Profondamente ferita dalla situazione di incoerenza presente nella Chiesa, sentiva il bisogno di invocare per sé e per tutti, la misericordia di Dio unendo la sua piccola vita alla redenzione del Cristo.

Profondo era il suo amore per l’Eucaristia.

Fu beatificata nel 1623 e canonizzata nel 1807. E' particolarmente invocata dalle donne che desiderano un bimbo.

Festa liturgia il 7 febbraio.

 

S. Colette, Lettere (eng)

Sepolcro di S. Coletta
Sepolcro di S. Coletta

§ Anonimo, Histoire abrégée de la bien-heureuse Colette Boellet..., Paris 1771.

 

§ Jumel de Corbie, Vie de sainte Colette, Paris 1868.

 

 

Paolantonia Novelli da Ravenna
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